Neoromanticismo ed impermanenza

 



Ci sono cose che non passano mai di moda. Una di queste è senz'altro la fascinazione per l'amore.

Un sentimento raccontato da sempre, che penso da sempre incuriosisce chi vi si affaccia per la prima volta. 

Oggi film e canzoni spesso ne travalicano il senso, quasi volessero esorcizzarlo. Come se volgarizzarlo significasse neutralizzarlo, renderlo inefficace. Eppure sono certa che nella maggior parte dei ragazzi il batticuore sia lo stesso dell'epoca di Giulietta e Romeo.

La sfida è cercare testi, immagini, musiche in grado di inneggiare ancora al romanticismo.

Noi abbiamo fatto un tuffo nel passato, e abbiamo trovato in edicola la ristampa di un fotoromanzo del Grand Hotel (presente penso nelle case di tutte le nonne che oggi hanno più o meno settant'anni), che ritrae un giovane ed elegantissimo Gassman (padre ovviamente) nella parte di Romeo.

Bijou si è appassionata subito, ed è stato davvero curioso vederla sfogliare le pagine in spiaggia, come una vera fanciulla degli anni sessanta.

In fondo le "nuove generazioni", pur dando a quelle precedenti dei vecchi, hanno sempre ricalcato le orme dei predecessori, prima di superarle e spiccare il volo. E' per lo stesso motivo che ancora si amano De Andrè o De Gregori, ma anche gli AC/DC o i Queen, e Alexandre Dumas o Dante.

Ciò che è bello ha il vantaggio di non soffrire l'incedere degli anni, il resto, che è solo di moda, è destinato all'impermanenza, per fortuna. 

In questa misteriosa ed avvolgente ciclicità tutto sembra destinato a svanire o trasformarsi, ma poi in realtà rinasce dai propri frammenti. Come fatta di infiniti mattoncini lego, ogni scoperta, opera, manifestazione, si crea, si distrugge e si riproduce ancora in forme sempre diverse e sempre uguali.

E così Giulietta ama e muore in mille forme, mille volti, mille luoghi, ma è sempre lei.

Compito nostro è quello di essere parte e non solo spettatori, di questo processo. Di lasciare un segno che sia base, materiale, per una nuova ricostruzione, quando il nostro lavoro verrà smontato, reso elementare, atomico.

Questo siamo, mia piccola Luce, impermanenti permanenze.

Per questo balliamo, scriviamo, incidiamo. Per lasciare una traccia, un solco, che emetta un suono, che canti, come quegli LP, vintage e romantici anche loro, che ogni tanto facciamo girare nel nostro mangiadischi.

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