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Neoromanticismo ed impermanenza

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  Ci sono cose che non passano mai di moda. Una di queste è senz'altro la fascinazione per l'amore. Un sentimento raccontato da sempre, che penso da sempre incuriosisce chi vi si affaccia per la prima volta.  Oggi film e canzoni spesso ne travalicano il senso, quasi volessero esorcizzarlo. Come se volgarizzarlo significasse neutralizzarlo, renderlo inefficace. Eppure sono certa che nella maggior parte dei ragazzi il batticuore sia lo stesso dell'epoca di Giulietta e Romeo. La sfida è cercare testi, immagini, musiche in grado di inneggiare ancora al romanticismo. Noi abbiamo fatto un tuffo nel passato, e abbiamo trovato in edicola la ristampa di un fotoromanzo del Grand Hotel (presente penso nelle case di tutte le nonne che oggi hanno più o meno settant'anni), che ritrae un giovane ed elegantissimo Gassman (padre ovviamente) nella parte di Romeo. Bijou si è appassionata subito, ed è stato davvero curioso vederla sfogliare le pagine in spiaggia, come una vera fanciulla de...

Xilo 4: con Grazia

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Ultimamente stiliamo classifiche.  Non è che improvvisamente siamo diventate delle dee-jay, è che in preda all'entusiasmo per le attività scelte in questo appena conclusosi "anno accademico", Bijou mi interroga continuamente su ciò che secondo lei ama di più, e tra le conquiste di questo 2025-26, di sicuro un posto speciale va alla lettura, con la scoperta di Harry Potter (che va detto essere un vero mago, visto che nonostante i volumi narranti le sue storie siano piuttosto poderosi, in sei mesi è già arrivata al quarto), ma ancor di più alla calcografia, specie da quando ha scoperto il linoleum. Ma al Laboratorio xilografico Dettori  strano a dirsi, a volte i mondi si incontrano. Del resto se la xilografia contiene in sé la parola scrittura, a pensarci bene in effetti è piuttosto naturale. Così venerdì 19 giugno , i libri, o meglio le bibliotecarie e i lettori di libri della Biblioteca Comunale di Porto Torres, sono stati in laboratorio, anche loro a rendere omaggio ad u...

Passavamo sulla terra leggeri, leggendo.

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  Pare che non ci siano correlazioni etimologiche, tra le parole lèggere e leggéro. Eppure suonano così simili. Si accoppiano benissimo, come quelli del detto: "chi si somiglia si piglia!". La diade mamma-Bijou è stata trasportata, in questi dodici anni andanti, letteralmente in un fiume di parole scritte. Se fossi brava potrei disegnarlo, perché mi par di vederlo, che scorre placido nel suo letto, trasportandoci su una barchetta che sia chiama appunto "Barchetta", con le parole che ci passano accanto, alcune guizzanti e altre lente lente. Quando eravamo ancora cittadine della Mole, ci rifornivamo in una biblioteca del centro, che aveva messo il tentatore limite di prestito a 35 libri! No, non ho digitato male sulla tastiera, trentacinque libri in prestito! Poiché andavamo armate di passeggino, trasmigrando per un paio di km a piedi e al ritorno affrontavamo anche una scalata di 5 piani, il limite dei nostri prestiti non era in libri ma in tonnellate. Nonostante ciò...

Xilografia 3: Eleonora alla terza

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 Quella che era iniziata come una curiosità, dopo qualche mese è diventata una vera attività, e si intreccia con l'argomento dell'esame di quest'anno, o meglio, ne è stata la motrice (e la matrice). Dopo un paio di tentativi di disegni astratti infatti, Bijou si è cimentata nella riproduzione di un disegno di Eleonora d'Arborea tratto da un libricino illustrato molto semplice ma ben fatto: Il falco e la regina  , realizzato dal compianto illustratore Simone Sanna . Ne è venuta fuori una tavola molto efficace, con tratti spessi e decisi, come piace a lei. Un'Eleonora a cavallo si staglia su uno sfondo tipico dell'Oristanese, ovvero un altipiano, netto e tranciato come lo sono i nostri, che vediamo sfilare, percorrendo la nostra cosiddetta "Carlo (in)Felice".  Incidere richiede tempo, pazienza, concentrazione, come tutte le arti, ma ha una caratteristica che secondo me contraddistingue solo le arti incisorie, o la scultura, che riassumerei in "quel ...

Filastrocca per F.K.

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Oggi ti narro la storia di Frida poetessa dei colori che pittò " Viva la vida " anche in mezzo a gran dolori. Da bambina forte gridò: "Io non son pata de palo !" con lo sguardo tutti sfidò: "Il mio nome è  Frida Khalo !" Uno spirito muy malo a vent'anni la incontrò per dei mesi in ospedale in un letto la bloccò. Tutta rotta (non la testa) può guardare solo in su ormai niente altro le resta che pensare a Casa Azul . Poi un dì un padre amoroso fece un mazzo di pennelli costruì un bel cavalletto e le disse: "Usa quelli" Dalle mani per incanto il suo volto riaffiorò e poi fiori e pappagalli e la vida ritornò. Dopo cento e più dipinti nel suo cuore arrivò Diego Psiche e Amore furon tinti como almas en un luego. Ogni pena o sofferenza ha nell'arte il suo ristoro chi è riuscito a fare senza è certo bronzo, non è... . Maura D'Este

Xilografia 2: Elogio del truciolo

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  Il truciolo è, nei miei ricordi d'infanzia, quel che cadeva a Geppetto mentre creava Pinocchio. In pratica erano come suoi tanti piccoli fratelli, che si sacrificavano per far emergere solo lui, il burattino di legno destinato ad essere il più famoso del mondo. La pialla di Geppetto era ai miei occhi una sorta di attrezzo magico, che con estrema facilità li faceva scappare fuori come scintille. Quando, moltissimi anni più tardi, ne ho provata una, ho scoperto che oltre alla magia, serviva una buona dose di forza ed abilità, per poterla usare! Il truciolo però, non è solo quel che resta, quel che si butta dopo aver creato. È lui stesso una piccolo protagonista. Si arriccia, si contorce, a volte è reticente e non si stacca, altre, per dispetto, si lascia portar via trascinandosi millimetriche striscioline, che invece dovevano stare dov'erano. Pare a tratti vivere di vita propria. Lui e la sgorbia in fondo non sono nemici, si compensano. In una danza taoista si incontrano, si sc...

Noi e i Cantalamappa

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Fosse per me viaggerei sempre, o quasi. Però però... non mi è possibile, o perlomeno non quanto vorrei. In questi anni, grazie anche agli esami di idoneità, abbiamo girato diversi posti in Italia, per scoprire ad esempio dove forse si trova la casa di Marco Polo, o come si passeggiava tra le rovine del Foro Imperiale. Ma anche senza biglietti e Passaporto, abbiamo viaggiato per infiniti mondi e tempi, grazie a tutti i libri che abbiamo letto, primo fra tutti "I tre Moschettieri" e tutta la saga annessa, che ci ha accompagnato per tutto l'anno e che ci ha portato addirittura fino a Torino a vedere il Musical con i meravigliosi protagonisti della tanto amata Notre Dame de Paris: Giò di Tonno, Vittorio Matteucci e Graziano Galàtone. Poi siamo tornati. In Sardegna, landa meravigliosa ma un po' desolata, alle nostre attività, al teatro, allo yoga (new entry di quest'anno) e ai nostri laboratori di lettura e scrittura creativa. Dopo il tour delle emozioni, siamo approda...