Xilografia 2: Elogio del truciolo
Il truciolo è, nei miei ricordi d'infanzia, quel che cadeva a Geppetto mentre creava Pinocchio. In pratica erano come suoi tanti piccoli fratelli, che si sacrificavano per far emergere solo lui, il burattino di legno destinato ad essere il più famoso del mondo. La pialla di Geppetto era ai miei occhi una sorta di attrezzo magico, che con estrema facilità li faceva scappare fuori come scintille. Quando, moltissimi anni più tardi, ne ho provata una, ho scoperto che oltre alla magia, serviva una buona dose di forza ed abilità, per poterla usare!

Il truciolo però, non è solo quel che resta, quel che si butta dopo aver creato. È lui stesso una piccolo protagonista. Si arriccia, si contorce, a volte è reticente e non si stacca, altre, per dispetto, si lascia portar via trascinandosi millimetriche striscioline, che invece dovevano stare dov'erano. Pare a tratti vivere di vita propria. Lui e la sgorbia in fondo non sono nemici, si compensano. In una danza taoista si incontrano, si scontrano, e si cedono il posto.
Oggi i miei compagni sul campo sono trucioli di linoleum, che solo da poco ho scoperto deriva dal lino, pensa te. "Puzza un po'", mi ha detto Amra, del negozio di belle arti. L'ho annusato, e non mi è spiaciuto il suo odore. Non sa di petrolio come quello dei pavimenti delle palestre, di paglia piuttosto.
Devo provare a incidere delle lettere e quindi scrivo il tuo nome, anima mia, che a xilografare sei già più brava di me, e ti appassioni al bello senza paura.
Per questo momento di contemplazione ringrazio Xilo Grafia e tutti i ragazzi che incontriamo ogni settimana in laboratorio. A presto!


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