Xilo 4: con Grazia
Ultimamente stiliamo classifiche.
Non è che improvvisamente siamo diventate delle dee-jay, è che in preda all'entusiasmo per le attività scelte in questo appena conclusosi "anno accademico", Bijou mi interroga continuamente su ciò che secondo lei ama di più, e tra le conquiste di questo 2025-26, di sicuro un posto speciale va alla lettura, con la scoperta di Harry Potter (che va detto essere un vero mago, visto che nonostante i volumi narranti le sue storie siano piuttosto poderosi, in sei mesi è già arrivata al quarto), ma ancor di più alla calcografia, specie da quando ha scoperto il linoleum.
Ma al Laboratorio xilografico Dettori strano a dirsi, a volte i mondi si incontrano. Del resto se la xilografia contiene in sé la parola scrittura, a pensarci bene in effetti è piuttosto naturale.
Così venerdì 19 giugno, i libri, o meglio le bibliotecarie e i lettori di libri della Biblioteca Comunale di Porto Torres, sono stati in laboratorio, anche loro a rendere omaggio ad una delle colonne portanti della nostra letteratura, ovvero Grazia Deledda, di cui quest'anno ricorre il centenario del Premio Nobel.
Voci narranti si sono susseguite a raccontare e far parlare le donne protagoniste dei suoi romanzi. E proprio nel laboratorio in cui è stato creato il progetto "Grazia incisa" abbiamo porto l'orecchio a parole d'altri tempi eppure ancora così moderne.
Certo per una dodicenne forse serve ancora un po' di tempo perché orecchio e cuore si accordino su storie che davvero sembrano appartenere ad un passato oggi inimmaginabile, ma sono certa che a piccoli passi aggraziati, si riuscirà a percepire ancora l'eco di quella Sardegna.
Il momento più delicato di tutto il pomeriggio però è stato quello della decorazione di una seggiolina azzurra "sì cara" al suo proprietario e che, al termine dell'incontro, è stata letteralmente avvolta e accarezzata da decine di mani che a due a due hanno legato nastri colorati su tutta la sua struttura, rendendola di fatto opera d'arte lei stessa.
Il libro "con la messa in piega" che siede sulla seggiola è opera di Bijou, fatto questa volta proprio in Biblioteca, pochi giorni dopo. L'attività le è piaciuta così tanto che ha chiesto di poterne fare uno da portare in laboratorio xilografico, "per unire i fili", ha detto lei. E così, tutta felice, ha avuto in omaggio un vecchio volume, che guarda caso raccontava la vita di Cellini, e che piccino picciò, occupava lo spazio giusto. Un libricino e una seggiolina, come due amici destinati ad incontrarsi.
Insomma, alcuni spazi a Porto Torres, ci stanno riempiendo la vita. Sono fucine di scoperta, interazione, bellezza, apprendimento, ma anche di pura e semplice conversazione, gentilezza, divertimento. Bijou trova in questi luoghi piacere e appagamento, cibo per battiti cardiaci e connessioni neuronali, ed io con lei. Ci trova anche fili che uniscono senza stringere, che intessono reti che avvolgono senza imbrigliare, e non è affatto scontato.
E io mi sento grata, e sorrido pensando che Grazia e gratitudine hanno in comune lo stesso aggettivo gratus, riconoscente. Mi piace provare questa sensazione, credere che ancora noi esseri umani possiamo ri-conoscerci in qualcosa, con qualcuno. Amo credere che non lasceremo in eredità solo aridità, ma anche terreni fertili e buoni coltivatori.
Fare homeschooling e vivere sono da sempre sinonimi, due facce di una stessa medaglia che è la vita, e poterlo fare in certi luoghi è un dono...
Una grazia appunto.


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