La scatola di Dante

 
"E quindi uscimmo a riveder le stelle."

Mai versi furono più pregnanti in quest'epoca credo.

Così ci sentiamo un po' tutti, colmi di desiderio di uscire dal buio in cui ci troviamo.

Inutile dire che il riprendere in mano un testo lasciato a prender polvere dai tempi delle superiori ha suscitato in me tutta una serie di emozioni non previste.

Forse non mi sarei mai cimentata in questa avventura con Bijou se non avessi acquistato il primo numero dell'edizione hachette in edicola e se non avessi letto (cosa che non faccio praticamente mai) la prefazione del curatore dell'opera, Paolo Pellegrini, il quale definisce la Divina Commedia come una storia bella da raccontare

Forse può sembrare semplicistico, ma in realtà è proprio così, e naturalmente anche molto di più. 

E' un viaggio iniziatico, un'avventura, peraltro vissuta da una sorta di anti-eroe pieno di paure, di difetti, di fragilità, che sviene di continuo, in cui si può immedesimare, oggi più che mai ciascuno di noi. Per non parlare della bellezza dei legami di amicizia, interpretati dal personaggio di Virgilio, che lo protegge, consiglia, difende, e di amore perfetto, sublime, puro, incantato quasi, con Beatrice.

Poi è seguito l'acquisto de "Le più belle storie dell'Inferno di Dante" della Gribaudo ed è stato subito amore.

Le illustrazioni sono efficaci senza essere cruente, la prosa è scorrevole e ogni capitolo è presentato da una terzina originale del Canto scelto. Un bel modo di approcciarsi al verso.

Noi avevamo iniziato leggendo prima le poesie dedicate a Beatrice e quella dedicata agli amici Guido e Lapo, per comprendere la differenza tra un verso scritto settecento anni fa e una versione in prosa di oggi.

In seguito abbiamo realizzato una tavola con annessi versi per il primo canto e da allora lei si porta dietro un quadernino in cui disegna diverse scene dei gironi che abbiamo letto finora.

Abbiamo realizzato anche una linea del tempo con le date salienti della vita di Dante, escludendo del tutto o quasi gli aspetti politici perché ancora troppo complessi per la terza elementare. 
Abbiamo però parlato del concetto di esilio e di lotta per i diritti in cui si crede.
Abbiamo parlato anche della scelta "impopolare" della lingua cosiddetta volgare, da parte del poeta. Nonché di come cambiano i significati delle parole nel tempo, e di cosa significhi realmente l'aggettivo. L'etimologia è una passione che mi è stata trasmessa proprio dalla mia maestra delle elementari, di cui ho un ricordo meraviglioso, un eccellente medley di dolcezza, saggezza e cultura, con cui mi confronto quotidianamente. 
Le date sono state un ottimo spunto per utilizzare i francobolli Montessori e mostrare le gerarchie di migliaia, centinaia, decine ed unità.



E poi naturalmente c'è... la geografia!

Le linee guida di terza prevedono proprio lo studio delle varie tipologie di carte geografiche, ed ecco che abbiamo immaginato come un grande zoom che dallo spazio è arrivato sempre più giù, dal planisfero alla cartina d'Europa, poi d'Italia, di Firenze e infine la casa di Dante.

Le ho risparmiato il tour virtuale online perché è deludente quanto la casa di Giulietta (anche dal vivo), in certi casi meglio lasciare spazio all'immaginazione. Magari cercherò una piantina se c'è, e ci disegnerà dentro ciò che pensa ci sia stato, cercando informazioni sugli arredi delle case dell'epoca. 



Ma anche l'arte vuole la sua parte.

Ho "rubato" questo bellissimo profilo dalla copertina di un lapbook, che costruiremo in seguito, e abbiamo deciso però di realizzarlo con la tecnica del collage invece che colorarlo semplicemente.
Le foglie di alloro arrivano proprio dal nostro albero, che abbiamo grandemente ringraziato per il suo contributo.

Insomma, questa scatola di Dante è sempre più ricca, e offre continuamente spunti.

Ad ogni uscita realizziamo e plastifichiamo i personaggi più salienti, magari ne faremo dei burattini a bastoncino e realizzeremo un piccolo spettacolo con il kamishibai, chissà. 
Tutto "si può fareeeeeeee"  😂😂😂


Io credo di essere affascinata quanto lei da questo studio in continua evoluzione. 

Sono moltissimi i passaggi che non ricordavo, ma soprattutto mi rendo conto di avere una lettura completamente diversa di questo incredibile ed esoterico testo.

La Divina Commedia, insieme ad altri testi come l'Odissea e la Bibbia, davvero non meritano di essere relegati a qualche stanca e disinteressata lettura da quattordicenni. Sono opere monumentali che racchiudono tutte le bellezze e bruttezze di questa povera stirpe umana, che da sempre desidera l'ascensione, ma che quasi mai accetta di passar dall'Inferno e men che meno dal Purgatorio. Non per niente il girone degli Ignavi risulta essere il luogo più repellente di tutti. 

Ed elli a me: «Questo misero modo
tegnon l’anime triste di coloro
che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo.

Versi che sono, o dovrebbero essere, un monito per ciascuno di noi.

Confesso di essere stata un po' titubante all'inizio, all'idea di affrontare un testo così aulico in una versione da bambini, mi sembrava di sminuirlo, forse perché in libreria avevo visto dei titoli per ragazzi quasi ridicolizzanti e l'avevo trovato l'ennesimo modo per banalizzare un testo prima ancora di poterlo conoscere. Poi però ho percepito che, escludendo l'aspetto criptico, del linguaggio, delle terzine, che comunque ho spiegato lo stesso, anche se in maniera blanda, della numerologia, il viaggio è fondamentale. 

E le gesta ai bambini piacciono sempre. 

In fondo anche Ulisse ha avuto mille debolezze, eppure è giunto a destinazione.

Penso che i bambini abbiano ancora bisogno di questo genere di eroi, assai umani, delicati, che sbagliano, ma che poi arrivano fino in fondo e diventano migliori, migliori di se stessi quando erano partiti.

E' una bella metafora per dar valore agli errori, alle debolezze di ciascuno di noi, consapevoli che non saremo meno grandiosi per questo.






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