Il giro del mondo in ottanta idee...

 

"Tra vent'anni sarai più deluso dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. E allora molla gli ormeggi. Lascia che gli alisei riempiano le tue vele. Esplora. Sogna"

Mark Twain

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi."

Marcel Proust

Sono nata e cresciuta in un'isola, con i suoi confini non-confini, fatti di liquido blu.

Tra tanti sono stata fortunata, perché anche da piccola mi sono mossa abbastanza, perlomeno in confronto ai miei coetanei, che hanno visto per anni il mare solo dallo stesso lato. Però, confesso, non mi bastava mai. Trovavo davvero entusiasmante prendere navi o aerei. Mentendo, ho fatto almeno tre "battesimi dell'aria" che tanto andavano di moda negli anni ottanta, quando respirare non era reato, anche in quattro in una cabina di pilotaggio di due metri per uno, e i sorrisi erano lì, gratis per tuttti, specie per i bambini avventurosi come me.

Però viaggiare costava, e non poco, altro che louuucost!

Per fortuna c'erano i libri, i miei non tanti, li ho ancora e rispetto alla libreria di Bijou fanno tenerezza, però li conservo con amorevole cura, tutti quelli che mi sono rimasti. In fremente attesa di essere sfogliati di nuovo, anche se emanano quel malinconico odore ingiallito.

Uno di questi è "Il giro del mondo in ottanta giorni" di Jules Verne, che da bambina chiamavo Giulio Verne, con la e finale, perché ancora vivevamo nella scia di quelli che avevano italianizzato tutto.

Ammetto che quando l'ho ripreso in mano, delle tappe ricordavo pochissimo, quindi circa un anno fa l'abbiamo letto insieme, un capitolo ogni sera. Però... era rimasta lì, una lettura, come tante altre. Non ero riuscita a fare in modo che rimanesse qualche impronta di quello che è forse il più affascinante viaggio mai raccontato. E così quest'anno, dopo aver letto "Ventimila Leghe sotto i mari", abbiamo deciso non solo di rileggerlo ma di renderlo in qualche modo vivo, tridimensionale.

Inoltre mi sono ricordata della bellissima serie di cartoni che guardavo da bambina, intitolata: "Il giro del mondo di Willy Fog" e ho pensato che sarebbe stato bello chiudere ogni tappa con la visione di una puntata o due a seconda della coincidenza con la storia.

Ho cercato del materiale interessante e prima di tutto ho comprato (con un po' di fatica), questa:

Le mille e una mappa. L'itinerario de il giro del mondo in ottanta giorni.                              

Non del tutto introvabile ma quasi.      

   Per ogni capitolo letto prima di andare a dormire, abbiamo ricreato l'indomani mattina, il relativo scenario con i Lego. E poi abbiamo riprodotto le scene salienti usando i pupazzetti come personaggi.


Insomma è stato davvero possibile affrontare argomenti e materie di ogni sorta. Al termine dell'interpretazione abbiamo riportato sul nostro carnet de voyage la tappa del giorno.

Inserendo cartine, foto dell'epoca, disegni e testo. 

Grazie al lungo "passaggio in India" e all'intreccio della storia del salvataggio della Principessa Aouda abbiamo parlato anche della condizione femminile e del colonialismo inglese. Abbiamo anche riletto la biografia di Gandhi, questa volta contestualizzandolo in una regione ben precisa, anche se in un'epoca differente.

Quando abbiamo raggiunto circa metà del viaggio abbiamo creato anche una linea del tempo, calcolando i giorni impiegati da una località all'altra.
Al termine di ogni lavoro poi ci premiamo con la visione di quello che ad oggi è il cartone più richiesto qui a casa, perché non c'è niente da fare, gli anni 80 (un numero a caso) non deludono mai!


Il salvataggio di Aouda
Partenza da Calcutta
Indian Mail  
                          
               
Il mercato dei fiori Hong Kong
  
Brindisi con biglietto dell'epoca

 
Tori - Yokohama

Ma il giro del mondo non è ancora terminato. Viaggiamo da circa diciassette giorni, noi, e quasi quaranta, loro. Domani approderemo a Yokohama, chiedendoci come farà il povero Passepartout a sopravvivere oramai senza un soldo e vestito in abiti giapponesi, ma soprattutto come riuscirà a ricongiungersi all'imperturbabile Signor Fogg (che suo malgrado è stato anche oggetto di studio sulle emozioni) e alla Principessa Aouda. E l'ispettore Fix? Potrà dimostrare la colpevolezza di Fogg?

Ogni capitolo lascia nelle suspance, e si impara il piacere dell'attesa, che sia narrata o animata.
Domani Bijoux inizierà a fotografare a sua volta tutte i momenti che metteremo in scena, grazie alla sua nuova e fiammante macchina fotografica, poi stamperemo e come ultimo lavoro creeremo una versione da "fotoromanzo" della storia.
Insomma, ottanta e più idee, e chissà quante ne hanno creato altri...

Tour Eiffel
Ecco, non sono certa che monsieur Eiffel riconoscerebbe il suo capolavoro, in questa mia versione "a mattoncini" ma comprenderebbe di sicuro i miei sforzi emulativi, e ne sarebbe fiero. 

Magari adesso sono seduti sulle mie poltrone, lui e Verne, a dirsi: "ma pensa te se dopo più di due secoli"... "eh si, e dire che aveva trovato pure un'... com'è che si chiama quella cosa là che io proprio non avevo immaginato?"

"L'app?"

"Si, esatto. Ce n'è una che ricrea tutto il viaggio della Valigia delle Indie, ci sono persino i vagoni ristorante sai? Ma niente, manco l'anteprima ha voluto vedere. È andata a prendere i mattoncini e via. Certo è testarda eh?"

"Eh... come dicono i giovani di questa generazione? È vintage!"

E così chiacchierano, due francesi di un altro millennio nello stesso bistrot in cui il 25 giugno t.m. (tempo molle nda) si sono potuti incontrare Gramsci, Frida, Tesla ed altra gente buffa in un'improvvisata scuoletta di campagna...

Buon viaggio a tutti, di qualunque genere, in qualunque luogo, o tempo.

Mamma e Bijou.

 







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